304 o 316? I diversi tipi di acciaio inox e le loro applicazioni
In inglese si dice Stainless, cioè senza macchia. In tedesco Rostfrei, cioè senza ruggine. In francese si dice invece inoxydable, cioè inossidabile, e da questo aggettivo nasce l’abbreviazione che tutti usiamo anche in Italia per indicare l’acciaio inox.
Resistente all’acqua e agli agenti corrosivi, questa lega ferrosa ha un posto di primo piano nella vita quotidiana di tutti noi, grazie alla molteplicità dei suoi impieghi e alla sua versatilità.
- Che cosa significa inox?
Come abbiamo scritto anche in questo articolo sull’acciaio strutturale (link a post su acciaio strutturale), la lega ferrosa chiamata acciaio contiene carbonio. Tuttavia quando parliamo di acciaio inossidabile la formula è un po’ più complessa: è la presenza del 12-17% di cromo nella lega, infatti, che determina la capacità di passivarsi, cioè ricoprirsi con uno strato sottilissimo di ossidi che funge da protezione rispetto all’acqua, all’ossigeno e ad altri agenti ed evita la formazione di ruggine. Il primo brevetto di questa lega risale al 1872, ma il suo impiego a livello industriale inizia solo nel secolo scorso, dopo il 1913.
- I nomi e le caratteristiche degli acciai inox più famosi
È l’AISI, American Iron and Steel Institute, l’ente che ha stabilito la nomenclatura attualmente in uso per l’acciaio, e che appunto si chiama notazione AISI, formata da tre cifre (di cui la prima identifica la classe dell’acciaio in base alla composizione della lega) e con possibile aggiunta di una lettera che può indicare la bassa percentuale di carbonio (L, indice di buona saldabilità come abbiamo visto qui (link a post su acciaio saldabile)), la presenza di azoto (N) o di titanio (Ti).
Le sigle commerciali degli acciai più famosi sono diverse, ma vale la pena di citarne due in particolare: gli AISI 304 e 316, che sono amagnetici e con basso contenuto di carbonio.
Tra le caratteristiche che contraddistinguono queste due leghe abbiamo:
- Resistenza alla corrosione e alle alte temperature
- Facilità di lavorazione, saldatura e lucidatura
- Bassi costi di manutenzione
- Lunga durata dei manufatti
- Proprietà igieniche e facilità di pulizia
Facile comprendere perché abbiano avuto così tanto successo!
- Gli impieghi degli AISI 304 e 316
L’acciaio inox ha una proprietà che lo rende perfetto per l’uso alimentare: non altera il colore, l’odore o il sapore dei cibi con cui entra in contatto. Per questo il 304 è il più utilizzato per pentole e posate, ed è conosciuto anche con il nome di acciaio 18-10, in riferimento alle sue percentuali medie di cromo e nichel rispettivamente. Non essendo magnetico, non è però adatto alle cotture su piastre a induzione.
Altri impieghi importanti sono nel settore delle finiture architettoniche e d’arredo, visto che non arrugginisce e non si macchia, e nei serbatoi e strutture dell’industria chimica, grazie alla loro resistenza. Una curiosità: anche la guglia del Chrysler Building di New York, nel 1929 venne costruita in acciaio inox, e ancora oggi è lucente.
- La principale differenza
In estrema sintesi, potremmo dire che l’AISI 316 si differenzia dal 304 perché contiene molibdeno: la presenza di questo metallo lo rende ancora più resistente alla corrosione, e infatti l’acciaio 316 viene impiegato nella nautica e in tutti gli oggetti che devono essere utilizzati in atmosfere e ambienti marini.
L’acciaio è uno dei metalli più utilizzati anche in carpenteria, basti pensare alle sue applicazioni per componenti industriali, nell’architettura e nell’arredo. La sua versatilità lo rende adatto a progetti diversi: se hai un’idea e vuoi realizzare un prototipo in acciaio, oppure se hai bisogno di un unico pezzo, un partner come Officine Barnobi può farlo per te.
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Michela Barnobi – Socio amministratore Officine Barnobi
