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Feb

Quanto conosci la piegatura dei metalli?

Il processo che consente di trasformare una lamiera piana in un manufatto tridimensionale, senza aggiungere né togliere materiale, è tra le lavorazioni di carpenteria metallica più diffuse. Un processo tanto comune quanto delicato, che richiede competenza, esperienza e macchinari di precisione per garantire risultati affidabili, esteticamente curati e resistenti.

Quanto conosci la piegatura dei metalli? Ecco alcune cose che dovresti sapere su questa lavorazione.

Che cos’è la piegatura e come si fa

Possiamo definirla una deformazione plastica controllata: durante il processo di piegatura il metallo viene sottoposto a una forza tale da modificarne la forma in modo permanente, ciò può avvenire secondo diverse modalità. Per esempio, nella cosiddetta piegatura in aria, la lamiera viene appoggiata su una matrice e spinta da un punzone fino a ottenere l’angolo o la curva desiderata.

Il macchinario utilizzato per questa lavorazione è la piegatrice, in altre parole una pressa che può esercitare forze anche molto elevate. In Officine Barnobi impieghiamo piegatrici che arrivano fino a 175 tonnellate e 4.000 mm di banco, in grado di lavorare pezzi anche di grandi dimensioni mantenendo la massima precisione.

Durante la piegatura, solo una parte della lamiera subisce la deformazione: le fibre del metallo nella zona di piega vengono stirate e compresse, mentre il resto del pezzo rimane integro. Per questo motivo, la piegatura richiede un’attenta valutazione delle caratteristiche meccaniche del materiale prima di procedere.

Ogni metallo è infatti costituito da una struttura fibrosa invisibile a occhio nudo. Quando pieghiamo una lamiera, queste fibre reagiscono allo sforzo in modo diverso:

  • le fibre esterne all’angolo vengono stirate, quindi sono sottoposte alla sollecitazione maggiore;
  • quelle interne vengono compresse.

Tra le due zone si trova la fibra neutra, cioè la linea in cui non si verificano né stiramenti né compressioni.

Determinare correttamente la posizione della fibra neutra è fondamentale per evitare la rottura o la deformazione indesiderata del pezzo. Generalmente si trova a metà dello spessore della lamiera, ma può spostarsi in base al tipo di metallo e al grado di piega. Conoscere questo equilibrio è ciò che consente agli operatori di controllare il comportamento del materiale e ottenere una piegatura stabile e resistente, senza portare la lamiera al punto di rottura.

Il raggio minimo di piega e il ritorno elastico

Un altro parametro essenziale da considerare nella piegatura è il raggio minimo di piega, ossia il raggio di curvatura al di sotto del quale la lamiera rischia di spezzarsi.

Questo valore non è fisso: varia in base allo spessore del metallo e a un coefficiente legato alle caratteristiche del metallo scelto e alla sua duttilità, cioè la capacità di deformarsi senza rompersi. Acciaio inox, alluminio, ferro, rame e ottone reagiscono in modo diverso alla sollecitazione e richiedono valori di raggio specifici.

Anche l’orientamento delle fibre della lamiera rispetto alla direzione della piegatura influisce sul risultato: una piega eseguita parallela alle fibre è più soggetta a rotture rispetto a una piega perpendicolare.
Per questo, prima di piegare, è sempre necessario valutare attentamente il senso di laminazione del materiale.

Dopo la piegatura, il metallo tende a ritornare parzialmente alla sua forma originaria. Questo fenomeno è noto come ritorno elastico.

Anche se il metallo è stato deformato oltre il suo limite elastico, e quindi manterrà la forma che gli è stata data con la piegatura, una parte delle tensioni interne si rilascia una volta rimossa la forza della piegatrice, modificando leggermente l’angolo ottenuto.

Per compensare questo effetto, si deve anticipare il ritorno elastico, piegando la lamiera con un angolo leggermente più chiuso rispetto a quello richiesto. Solo con esperienza e conoscenza dei materiali si può prevedere con precisione questo comportamento del materiale e contrastarlo adeguatamente.

La piegatura, infatti, non è una lavorazione puramente “automatica”: anche con macchine moderne e software di controllo, il risultato dipende dalla competenza di chi la esegue e dalla conoscenza dei metalli che sta lavorando.

Ogni metallo reagisce in modo diverso, e solo un operatore esperto sa dosare la forza e valutare i parametri di piegatura per ottenere una deformazione controllata, senza rotture o imperfezioni.

In Officine Barnobi la piegatura viene gestita con macchinari di ultima generazione e personale qualificato. Ogni lamiera viene studiata prima della lavorazione, analizzandone spessore, tipo di metallo e geometria richiesta. Questo ci permette di prevenire criticità, mantenere la qualità estetica e garantire la massima precisione anche nei progetti più complessi.

Inoltre, grazie al nostro servizio di coprogettazione ProjectLAM, nel caso di realizzazioni particolarmente articolate affianchiamo i nostri partner anche in fase di progettazione, in modo da prevenire le criticità e da realizzare sia manufatti in serie che prototipi e pezzi unici in modo veloce e preciso.

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Michela Barnobi – Socio amministratore Officine Barnobi