Cricche e incrudimento: cosa sono?
Capire il comportamento dei metalli è essenziale per prevenire (ed evitare!) le reazioni indesiderate di questi materiali. In queste reazioni diventano infatti visibili o appena intuibili alcune criticità che non sono legate ad un errore o un difetto di fabbricazione, ma alla natura stessa del metallo.
Tra queste, due fenomeni meritano attenzione particolare: le cricche e l’incrudimento. Sono termini tecnici, ma è di grande importanza comprendere di cosa si tratti per mettere al sicuro i propri manufatti metallici e il proprio lavoro. Dall’assenza di queste manifestazioni può dipendere, infatti, la qualità finale di un manufatto e la sua capacità di durare nel tempo.
Che cosa sono le cricche
Una cricca è una piccola frattura interna o superficiale. A volte è visibile come un tratto sottile, altre volte resta nascosta finché non comincia a propagarsi. Nasce quasi sempre da una tensione eccessiva: una piega troppo rigida, un cordone di saldatura sbilanciato, uno sforzo concentrato in un punto che il metallo non è riuscito ad assorbire.
In officina le cricche non si individuano soltanto con gli occhi: a volte si manifestano con un rumore secco durante la lavorazione, o con una leggera sensazione di “vuoto” sotto l’utensile. Presto o tardi, però, diventano un punto debole del manufatto metallico, perché possono ingrandirsi e compromettere la resistenza strutturale del pezzo.
L’incrudimento: quando il metallo “si indurisce troppo”
L’incrudimento è un processo diverso dalla formazione delle cricche: non è una rottura che si manifesta in superficie, ma un cambiamento interno della struttura del metallo. Quando un materiale viene deformato in modo ripetuto o molto intenso, tende a indurirsi. Diventa meno duttile, più resistente, ma anche più fragile.
È come se il metallo prendesse memoria degli sforzi subiti e cominciasse ad opporsi.
Questo fenomeno si percepisce chiaramente durante la lavorazione: a causa dell’incrudimento, la lamiera che prima seguiva la piega con docilità, improvvisamente si irrigidisce, oppure il tubo che sembrava malleabile chiede più forza e più insistenza per essere lavorato. È un segnale da leggere con cura. Un pezzo incrudito può funzionare, certo, ma diventa più vulnerabile a nuove deformazioni e alle rotture causate da vibrazioni e urti.
Perché nei metalli si manifestano cricche e incrudimento?
La causa alla radice di questi “problemi” della lamiera è sempre la stessa: uno sforzo che supera quello che il materiale può sostenere.
Nel caso delle cricche, parliamo di una rottura. Nel caso dell’incrudimento, parliamo di una “trasformazione”.
Una piega troppo stretta, un raggio troppo piccolo, un taglio brusco, una saldatura che scalda troppo o troppo poco: tutto questo è sufficiente a cambiare radicalmente il comportamento del pezzo metallico che stiamo lavorando.
Quindi il metallo non si rompe mai “per caso”: si rompe perché gli è stato chiesto più di quanto potesse dare.
Per prevenire cricche e incrudimento, il primo rimedio è di conseguenza la conoscenza del materiale. Sapere fino a dove può essere spinto e quando è il momento di rallentare, di addolcire il raggio della piega, di variare l’ordine dei passaggi, consente di evitare errori di lavorazione.
Per l’incrudimento, spesso basta spezzare la sequenza delle deformazioni. In alcuni casi è utile ricorrere a trattamenti termici che riportano il metallo al suo stato più duttile.
Per le cricche, invece, la prevenzione passa da un controllo più attento delle tensioni interne, effettuando quindi pieghe progressive e saldature bilanciate, e lavorando su materiali preparati correttamente.
Come si manifestano queste criticità nei diversi metalli
Non tutti i metalli reagiscono allo stesso modo alle sollecitazioni. Questo perché per ciascun materiale e ogni sua lega cambiano le strutture interne, i legami atomici, le impurità naturali. E di conseguenza cambia anche il comportamento della lamiera sotto stress.
Acciaio inox: è generalmente molto resistente sia alle cricche che all’incrudimento, ma non ne è immune. Le cricche possono comparire soprattutto in prossimità delle saldature, in caso di raffreddamento irregolare. L’incrudimento è tipico nelle lavorazioni di piega ripetuta: l’inox può infatti indurirsi rapidamente e richiedere quindi passaggi più graduali.
Acciaio al carbonio: è più duttile, quindi meno incline a incrudimenti estremi, ma può sviluppare cricche se la tensione è distribuita male. Nelle saldature non protette da adeguati trattamenti termici può mostrare fragilità improvvise.
Alluminio: è un metallo morbido, ma può incrudirsi molto velocemente. Dopo poche deformazioni tende ad irrigidirsi, diventando più predisposto a creparsi. Le cricche nell’alluminio, una volta che sono apparse, si propagano con facilità.
Rame e ottone: sono metalli estremamente duttili che difficilmente si spezzano, ma possono incrudirsi gradualmente, diventando più rigidi. In molti casi basta una ricottura per riportarli al loro stato originario.
In carpenteria metallica, cricche e incrudimento non sono un incidente che si manifesta inatteso, ma sono legati alla natura del metallo e alle reazioni che ha di fronte a particolari trattamenti. Riconoscere la comparsa di queste criticità significa leggere il materiale mentre lavora, comprenderne i segnali, e intervenire quando serve. Ancora meglio sarebbe prevenire l’insorgenza di cricche o fenomeni di incrudimento, cosa possibile solo con l’esperienza.
Noi di OFFICINE BARNOBI lavoriamo da oltre 60 anni nell’ambito della carpenteria metallica. Questo ci ha permesso di costruire un know-how d’eccellenza, e ci consente di affiancare i nostri partner con consigli mirati e realizzazioni precise.
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Michela Barnobi – Socio amministratore Officine Barnobi
