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Come si fa a decidere che una lamiera è adatta ad essere piegata?

I manufatti realizzati da metallo tramite piegatura sono molto diffusi. Questa lavorazione, infatti, è particolarmente frequente perché permette di creare geometrie anche complesse con precisione e con un effetto impeccabile anche esteticamente.

Tuttavia, non tutti i metalli sono adatti ad essere sottoposti a piegatura, se vogliamo essere sicuri di ottenere un risultato resistente. Ci sono delle caratteristiche del materiale da lavorare che vanno attentamente valutate prima di procedere.

Che cos’è la piegatura?

È un tipo di lavorazione dei metalli che ne comporta la deformazione permanente. La forma della lamiera metallica viene quindi modificata e il nostro manufatto, una volta sottoposto a piegatura, deve mantenere questa sua nuova conformazione. I principali metalli che vengono impiegati per lavorazioni di questo genere sono il ferro, l’acciaio inox, l’alluminio, il rame e l’ottone.

La scelta del materiale si fa in base alle diverse esigenze del progetto, sia tecniche che estetiche. Il macchinario utilizzato si chiama piegatrice, e può raggiungere varie dimensioni. In Officine Barnobi disponiamo di piegatrici con banco da 4000 mm e 175 tonnellate.

Le deformazioni prodotte sulle lamiere interessano nella maggior parte dei casi delle aree limitate, sulle quali si agisce tenendo conto della resistenza del metallo in modo da non provocarne la rottura. I metalli per essere piegati devono risultare sufficientemente plastici, cioè in grado di mantenere una data forma.

Le caratteristiche del metallo: le fibre

Quando viene esercitata una forza così consistente da riuscire a piegare una lamiera di metallo, lo sforzo che il materiale fa per non spezzarsi è a carico delle fibre che lo compongono. Le fibre esterne all’angolo di piega sono quelle che verranno sottoposte a una sollecitazione maggiore, perché in quest’area le fibre vengono meccanicamente stirate. Invece, le fibre della parte interna della piega subiscono uno stimolo diverso, cioè vengono piegate.

Si deve inoltre fare attenzione anche a un aspetto pratico, vale a dire l’orientamento delle fibre della nostra lamiera rispetto all’asse della piegatura: la risposta alla sollecitazione è diversa se viene applicata in senso parallelo o perpendicolare alle fibre!

Attenzione al ritorno elastico!

Il ritorno elastico è un fenomeno che deve essere tenuto in considerazione prima e compensato durante il processo di piegatura, in quanto condiziona la geometria che otteniamo.

Anche se abbiamo detto che i metalli “plastici” mantengono la forma una volta piegati, il materiale genera comunque delle tensioni al suo interno quando viene deformato. Queste tensioni si liberano dopo la piegatura, e per “correggere” il loro effetto si opera uno spostamento dell’asse neutro della lamiera. In questo modo la nostra piega non si romperà.

La piegatura delle lamiere deve essere eseguita con macchinari d’eccellenza e da degli esperti che conoscano a fondo i materiali. È una lavorazione che consente risultati eccellenti se fatta da professionisti!  Officine Barnobi esegue sia produzioni di serie sia progetti unici, offrendoti in più le garanzie esclusive e la consulenza professionale del servizio ProjectLAM.

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Michela Barnobi – Socio amministratore Officine Barnobi