03
Ago

Tre cose a cui pensare prima di realizzare una saldatura in acciaio.

La saldatura di componenti in acciaio è una lavorazione frequente nella carpenteria meccanica.

E’ uno dei processi più importanti per la realizzazione di manufatti di diverso tipo. Infatti, è fondamentale che la saldatura in acciaio venga realizzata alla perfezione, per mettersi al riparo sia da disastri estetici che, soprattutto, da problemi tecnici che possono sorgere in un secondo momento.

Prima di procedere con una saldatura dell’acciaio è quindi importante fare delle verifiche per assicurarsi di eseguire l’operazione nel migliore dei modi. Ecco a voi tre domande che ci si deve sempre porre per dare l’ok alla lavorazione.

  1. È l’acciaio giusto?

Non tutto l’acciaio può essere saldato. Per definire metallurgicamente saldabile un acciaio, e quindi essere sicuri di scegliere il materiale adeguato alla nostra lavorazione, è necessario considerare la sua composizione chimica e il suo indice di saldabilità.

Il tenore di carbonio equivalente si utilizza per valutare la saldabilità dell’acciaio, facendo riferimento a questa scala di valori:

  • Carbonio equivalente minore di 0,30%: Saldabilità buona! Non sono previsti inconvenienti particolari.
  • Carbonio equivalente maggiore di 0,30% ma minore di 0,50%: Saldabilità ammissibile. È possibile procedere, ma meglio essere cauti, perché gli acciai con questi valori manifestano una grande variabilità di comportamento.
  • Carbonio equivalente maggiore di 0,50%: Saldabilità non garantita al 100%. È necessario prendere particolari precauzioni per procedere, ma queste possono rivelarsi comunque insufficienti.

Ricorda quindi di consultare approfonditamente i certificati di qualità del materiale 3.1, che contengono tutti i dati relativi al carbonio equivalente. È un ottimo modo per non farsi sorprendere dalla formazione di cricche nella nostra saldatura, dovute alla scelta di un materiale non adeguato.

  1. Quali caratteristiche deve avere la mia saldatura?

Precisione o velocità? Ogni lavorazione deve tenere conto di una necessità in particolare, che dirige la scelta dei macchinari e delle tecniche.

Qualche esempio? La saldatura TIG, cioè Tungsten Inert Gas, è l’ideale per creare giunti di altissima qualità, anche su pezzi d’acciaio di spessore molto ridotto. Se hai bisogno di una lavorazione ad alta precisione, questa è la soluzione perfetta.

Se invece quello che cerchi è una produttività molto elevata, la saldatura a filo risponderà alle tue esigenze.

Gli strumenti che ho a disposizione determinano anche le lavorazioni che posso effettuare. Per questo, in particolare se necessito di lavorazioni in acciaio non standard, magari di pezzi unici o comunque di manufatti realizzati su misura, è necessario rivolgersi a un professionista che disponga di macchinari adeguati. Le saldature si fanno in moltissimi modi diversi, e ognuno di essi è particolarmente indicato per ottenere uno specifico risultato evitando problemi che possano compromettere l’integrità del giunto.

  1. A quali lavorazioni sarà destinato il mio manufatto?

Questo punto è fondamentale perché determina le caratteristiche finali che desideriamo ottenere dal nostro manufatto. Dovrà avere un’elevata resistenza meccanica? Sopportare carichi di lavoroparticolarmente ingenti? Oppure dovrà essere visivamente senza difetti in superficie?

Ogni valutazione preventiva, ogni nozione relativa all’uso che verrà fatto del componente che andiamo a saldare è utile per mettersi al riparo da errori di saldatura dovuti alla carenza di informazionifondamentali. In altre parole: più domande ci poniamo prima, meno problemi dovremo affrontare dopo.

 

Per saldare alla perfezione quindi è necessario conoscere il materiale, disporre delle attrezzature migliori e saper porre al nostro cliente o committente le giuste domande per farci descrivere il suo progetto.

Tutte cose che solo un esperto può garantire. Sapevi che Officine Barnobi offre ai suoi clienti un servizio di co-progettazione che unisce consulenza, assistenza e realizzazione di prodotti a regola d’arte, tutto incluso nel prezzo?

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Michela Barnobi – Socio amministratore Officine Barnobi